Oggi è stato approvato il bilancio preventivo 2013 contenente una riduzione della quota annuale ed una riduzione delle spese per le pubblicazioni istituzionali. Un piccolo (grande) passo in una direzione che la neo eletta Presidente ha promesso di seguire con attenzione costante.

Fiocco rosa nella Casa dei Commercialisti di Bologna.
E’ nata una nuova idea, un nuovo progetto, una nuova squadra, un nuovo Presidente.
Oggi potremmo fare facili ironie su navi e navette.
Ma noi NON siamo esperti di comunicazione.
Allegato: Risposta al collega Randazzo
Cara Collega Randazzo,
rispondo direttamente alle Tue opinioni perché mi piace parlare di argomenti che toccano tutti gli iscritti all’Ordine. Quindi non mi soffermo sulle legittime opinioni che esponi sui blog, su chi li occupa e come li occupa ma solo sui contenuti, anche se l’unico che ho letto è l’impegno a fare telefonate.
Mi preme cercare la Tua attenzione sui contenuti che dici di non vedere, ponendo l’accento sull’idea che Sirbo ha rispetto al nostro Ordine. Dato che sembra non essere chiara proprio l’idea che presuppone al nostro programma ed alla lista che appoggiamo, o peggio non si vuole comprenderla tanto da rendere il tutto banale, mi fa piacere ribadirla a Te e conseguentemente a tutti gli iscritti che avranno la pazienza di leggere cosa pensiamo come Sindacato di Categoria:
stucchevole è chi da ormai un ventennio siede sulla stessa poltrona (ho detto ventennio?….)
il livore ce l’ha chi pensa che avere un’altra opinione sia da attaccare in Assemblea
il livore ce l’hai Tu nel momento in cui etichetti chi non la pensa come Te con il termine “sta gente”
proprio niente di nuovo da proporre lo devi dire a chi è seduto sullo stesso scranno da molto, molto tempo
i messaggi imbonitori li lancia chi organizza premi e buffet rituali pensando che la presenza delle massime autorità cittadine aiuti i Colleghi nel proprio lavoro
le idee che vengono esposte dal Sindacato sono rivolte a tutti gli iscritti, anche a quelli che come Te pensano che vada tutto bene così
la idea che questo Sindacato non ha per l’Ordine è quella che Tu hai magnificamente espresso: remare ordinatamente. Cioè non disturbate l’autista.
Buon voto.
Andrea Billi
A dispetto della stagione con conseguenti febbre e raffreddore, tra gli iscritti all’Ordine di Bologna e’ scoppiata la primavera!!!
Si è così: c’è un fermento incredibile; i Candidati inviano mail per comunicare -ovviamente- e tanti che prima le cestinavano o chiedevano addirittura di non ricevere più ora le osservano, le controllano e poi emettono le loro sentenze. Finalmente le “cellule dormienti” hanno deciso di svegliarsi e si è scatenato un interesse sfrenato per le questioni dell’Ordine, mentre prima l’unico intento era avere ordine.
Dato che parlare del nostro Ordine comunque è una cosa seria, senza scomodare i guru della comunicazione che appaiono sul mercato democratico dei blog, voglio sottoporre alla Tua attenzione quanto sia importante per il nostro Ordine avere rapporti istituzionali.
Mi risulta che venerdì 9 u.s. si sia riunita presso la CCIAA la Consulta delle Professioni, alla quale erano presenti, oltre a Sirbo come unico Sindacato di Categoria, tutti i Presidenti, o un loro delegato, degli Ordini professionali. Tutti, tranne uno.
Sai chi mancava? Mancava l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Di per se nulla di che, forse ci verrà detto che non abbiamo partecipato come Ordine in quanto la Consulta non serve a nulla oppure che nessuno aveva invitato l’Ordine o peggio che la Consulta viene disertata perché sorda ai problemi della Categoria economica.
Può essere tutto, certo.
Questo e’ solo un esempio di come si possa far passare ai Colleghi un’idea di Ordine che in realtà non è sovrapponibile a tutti gli iscritti. Mi chiedo infatti se questo sia il modo di esprimere i rapporti con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni, soprattutto con la CCIAA che, insieme all’Agenzia delle Entrate ed al Tribunale, è il nostro principale interlocutore professionale; mi chiedo se sia strategicamente necessario convogliare risorse su iniziative destinate ad una facciata da mantenere bella piuttosto che su tavoli che invece esprimono veramente le nostre esigenze tecniche.
Quindi la mia speranza è che i Colleghi che magari non si sono nemmeno mai presentati agli appuntamenti istituzionali del nostro Ordine (come le Assemblee) ma che oggi controllano con solerzia le comunicazioni inviate a mezzo mail, che oggi si scoprono attenti e profondi conoscitori delle cose dell’Ordine, dicano se per il lavoro quotidiano che svolgono sia più proficuo stare ai tavoli tecnici piuttosto che… … …ecc… ecc…
…e l’assenza del nostro Ordine alla Consulta non credo faccia parte dell’angolo dell’ironia.
Andrea Billi

Ho accettato di ricandidarmi perché nei cinque anni che sono stato Consigliere non sono riuscito a fare dell’Ordine di Bologna la casa di tutti i commercialisti.
Vorrei che il neo candidato Presidente Dott.ssa Mirella Bompadre riuscisse a fare tornare in tutti gli iscritti quel sentimento di orgoglio che non si respira più da anni nella nostra categoria professionale. Vorrei rivedere, i giovani e quelli meno, attivi nelle varie commissioni. Molti validi colleghi si sono allontanati e questo secondo me la dice lunga e non va bene. Dobbiamo pertanto fare di tutto per riavvicinarli alla categoria.
Il momento è difficile per tutti ed proprio per questo che dobbiamo essere più vicini ai problemi degli iscritti. Il mondo delle attività professionali non è fatto solo di grandi eventi, di grandi convention: anzi oggi più mai devono essere eliminate quelle barriere – che personalmente avverto – tra il vertice e la base, di qualsiasi organizzazione nella nostra società. E’ ovvio che l’Ordine non può e non deve diventare un Sindacato. Ha un suo ruolo istituzionale da assolvere che contrariamente a quanto si pensa è molto importante nel tessuto economico e sociale della nostra città. L’Ordine deve però avere una fattiva collaborazione con le Organizzazioni Sindacali per condividere una politica di azione comune al fine ridare – come dicevo all’inizio – l’orgoglio, il rispetto e il decoro che si merita la figura del Commercialista.
Inoltre come Ordine di Bologna ritengo che il Consiglio Direttivo debba assumere un atteggiamento diverso con il Consiglio Nazionale e con tutte le sue relative Commissioni.
Questo è l’obiettivo mi sono prefisso. Risulta ovvio che questo target contiene e/o si relaziona con tutti gli altri argomenti che sono indicati nel programma elettorale.
Alessandro

Mi è stato proposto di candidarmi alle imminenti elezioni in qualità di revisore e ho accettato con convinzione.
La stessa convinzione con cui ho sempre sostenuto la formazione dell’Albo Unico, con cui ho seguito l’attività dell’Ordine oggi e del Collegio Ragionieri prima, partecipando agli eventi attinenti gli interressi collettivi degli iscritti, ma anche la latitanza, in seno al consiglio uscente, di un indirizzo univoco volto all’ascolto dei problemi comuni e alla volontà di risoluzione degli stessi, all’ascolto di idee propositive nell’interesse degli iscritti, troppo spesso trascurate a favore di iniziative volte all’uso e consumo di una sparuta minoranza, hanno determinato in me il piacere di offrire il mio contributo.
Non posso accettare che un presidente intraprenda una causa contro la cassa di previdenza in cui, comunque vada, io sarò soccombente in giudizio o quale iscritto all’ordine o quale iscritto alla cassa di previdenza: insomma una guerra contro me stesso, non una attività utile ai colleghi.
Il mio contributo è per interrompere una serie di sprechi e sperperi in iniziative che troppo spesso si sono rivelate ritorcenti al nostro ordine invece di perseguire una finalità comune;non mi riferisco solo al premio Geraldini, al Torresino, alle ricette di cucina, all’abuso della fondazione per eventi sportivi (a cui comunque ho partecipato e parteciperò in futuro credendo nell’attività conviviale fra Colleghi), alle cause al tar contro il notariato, al libro sulla sede dell’ordine che immediatamente è stata revocata, ma anche a tutte le altre discutibili iniziative non condivise dagli iscritti.
Il mio contributo è per coinvolgere i Colleghi alla vita dell’ordine, formando commissioni di studio che approdino ad eventi formativi accreditati, ma soprattutto forniscano ai colleghi un supporto di consulenza di aiuto e di sostegno. Avvicinare i Colleghi all’Ordine significa anche investire le quote degli iscritti in un sistema di videoconferenze che non costringa i Colleghi che hanno lo studio lontano dal centro di Bologna a lunghi e costosi viaggi, ma ad adempiere comodamente dalla propria scrivania.
Tutto questo nell’auspicio di una categoria compatta, unita, forte, che sappia rappresentarsi con vigore presso le istituzioni, la pubblica amministrazione e i cittadini tutti.
Solo così possiamo
“Innovare vivendo il presente, programmando il futuro, imparando dal passato”
e
“Cambiare per rinnovare tutti insieme”
Corrado
Rivedere le priorità delle spese non correnti del nostro Ordine crediamo sia una necessità e non una esigenza. Riformulare le priorità significa ridiscutere quali siano le esigenze prime degli iscritti i quali devono beneficiare di tali spese, in modo che ci sia un filo che lega la nostra Professione con la città.
Non ha senso mostrare SOLO un aspetto aulico e principesco dell’Ordine quando non c’è collegamento tra chi governa ed i “governati”.
Ci piacerebbe che chi prende la parola nelle Assemblee non venisse tacitato per il solo fatto che pensa diversamente da altri. Così come ci piacerebbe che l’interesse per le elezioni non ci fosse solo in scadenza di mandato ma sempre.
